Peschiera
La Peschiera, capolavoro di ispirazione romanica, attraversata da un ponte a tre arcate e precisa citazione della Peschiera di Palazzo Te ci mostra come l’acqua fosse un elemento vivificante per eccellenza, tanto da ipotizzare che le canalizzazioni e la macchina scenografica costituita da fontane, peschiera e ninfei superiori e inferiori non potesse essere disgiunta dal progetto generale dell’intera residenza.
Veronica Franco, poetessa cortigiana e ospite di Marcantonio Della Torre, nel suo Poemetto In Lode di Fumane, ci racconta come le acque erano convogliate alla villa da più fonti, arrivando «in vario corso» verso un comune punto di approdo, la peschiera appunto. L’acqua scorreva sia nelle fontane (una al centro del Peristilio, l’altra nel giardino), sia da piccoli mascheroni, veniva raccolta e incanalata, scorrendo a vista in condotti aperti. Proseguiva il suo corso verso la peschiera e da qui, per caduta, andava all’interno della sottostante grotta dalla bocca di un mascherone.
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